Category Archives: Diritto Penale

Home   Diritto Penale

Responsabilità a titolo di riciclaggio ed esclusione del concorso nel reato presupposto

RESPONSABILITA’ A TITOLO DI RICICLAGGIO ED ESCLUSIONE DEL CONCORSO NEL REATO PRESUPPOSTO   Il sempre più diffuso utilizzo del mezzo informatico fa sorgere nuove problematiche interpretative e di individuazione di eventuali profili di illeciti contro il patrimonio. Nel caso specifico, si pone il rilievo della qualificazione giuridica a proposito dell’attività di un soggetto che abbia messo a disposizione il proprio conto corrente agli autori di una truffa informatica e se a seguito di tale comportamento egli debba possa essere chiamato a rispondere di concorso ex art. 110 del codice penale nel delitto presupposto di cui all’art. 640 c.p. e non anche di riciclaggio. Un recente ma costante orientamento giurisprudenziale della […]

Problematiche ancora aperte sulla questione del sequestro preventivo per equivalente in relazione ai concetti di prodotto, profitto e prezzo

PROBLEMATICHE ANCORA APERTE SULLA QUESTIONE DEL SEQUESTRO PREVENTIVO PER EQUIVALENTE IN RELAZIONE AI CONCETTI DI PRODOTTO, PROFITTO E PREZZO.   E’ affermazione pacificamente condivisa che nel codice penale e nelle disposizioni delle leggi speciali che prevedono varie ipotesi di confisca non si rinvenga una nozione generale di profitto, sebbene il concetto sia richiamato non solo al fine di individuare l’oggetto dell’ablazione, ma anche come elemento costitutivo di varie fattispecie di reato come circostanza aggravante. Il termine in questione è proprio della legislazione interna ed è estraneo, semanticamente per quanto non concettualmente, alle fonti sovranazionali che negli ultimi decenni hanno fortemente contribuito all’introduzione nell’ordinamento e all’affinamento delle misure di contrasto alle […]

L’estorsione tramite ransomware e i delitti informatici: il Governo presenta il DDL Cybersicurezza

L’ESTORSIONE TRAMITE RANSOMWARE E I DELITTI INFORMATICI: IL GOVERNO PRESENTA IL DDL CYBERSICUREZZA   Il Governo ha predisposto alcune misure volte a limitare i reati informatici, tra i quali il sempre più diffuso delitto di estorsione tramite ransomware, vale a dire un virus attraverso cui l’hacker può commettere estorsione di tipo telematico. La minaccia o la violenza, in tal senso, sono prospettate attraverso i contatti e-mail o i social network; il termine ransomware, invece, deriva dall’unione tra “ransom”, ricatto, e “malware”, un programma dannoso per il sistema informatico. Il virus, una volta entrato nel sistema, può criptare dati, informazioni e documenti dell’utente, negando a questo l’accesso; scopo dell’hacker è quello […]

La causa estintiva riparatoria ex art.162 ter c.p. in appello

LA CAUSA RIPARATORIA EX ART.162 TER C.P. IN APPELLO   Con la sentenza n. 640 del 9 gennaio 2024, la quarta sezione della Suprema Corte ha stabilito che la causa di estinzione del reato di cui all’art. 162 – ter c.p. è applicabile nel giudizio di appello, anche nel caso di riqualificazione del reato in fattispecie procedibile a querela. Com’è noto, l’art. 162 – ter c.p. prevede che “Nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione, il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ha riparato interamente, entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il danno […]

Il principio del ragionevole dubbio: l’articolo 533 cpp e la recente Cassazione

IL PRINCIPIO DEL RAGIONEVOLE DUBBIO: L’ARTICOLO 533 CPP E LA RECENTE CASSAZIONE Benché da tempo presente nel nostro ordinamento, il canone di giudizio “al di là di ogni ragionevole dubbio”, di cui all’art. 533 del codice di procedura penale, riformato nel primo comma dalla L. 46/2006, ancora non è pienamente assimilato nel sistema processualpenalistico. Ciò è dovuto in parte alla natura intrinseca di tale principio, sicuramente proprio del common law, da cui peraltro proviene, ma che ancora richiede aggiustamenti, per lo più demandati alla Corte della legittimità; tale difficoltà senza dubbio dipende dal portato giuridico insito nella scansione logica su cui si fonda la quale, rifacendosi a un concetto per […]

Concessione abusiva del credito: le ultime della Cassazione

CONCESSIONE ABUSIVA DEL CREDITO: LE ULTIME DELLA CASSAZIONE   Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 18610 del 30 giugno 2021, ha definito in maniera chiara la disciplina della concessione abusiva del credito, concentrandosi prevalentemente sulla responsabilità del finanziatore e sulla legittimazione ad agire del curatore fallimentare. Definendo il ricorso abusivo al credito secondo il dettato dell’art. 218 l. fall. (art. 325 del nuovo codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza), vale a dire come il ricorso al credito da parte di una società «dissimulando il dissesto o lo stato di insolvenza», la Cass. individua lo speculare comportamento del soggetto finanziatore, vale a dire colui che conceda o continui […]

Messaggi whatsapp: che valore assumono in giudizio?

MESSAGGI WHATSAPP: CHE VALORE ASSUMONO IN GIUDIZIO?   Una recente decisione della Sezione V penale della Cassazione (n.839/2021), relativa ad un ricorso in tema di atti persecutori, ha sollevato una interessante questione relativa alla natura probatoria dei messaggi whatsapp. Secondo la Corte Suprema, in tema di mezzi di prova nel procedimento penale i messaggi whatsapp, così come i messaggi SMS, conservati nella memoria del telefono cellulare assumono natura probatoria di documenti ai sensi dell’articolo 234 c.p.p.; ne consegue, per cui, che legittima è la loro acquisizione mediante mera riproduzione fotografica. La chat della famosa applicazione messaggistica infatti viene considerata alla stregua di una normale prova documentale, vale a dire un […]

Cannabis light: coltivazione sì, vendita no

CANNABIS LIGHT: COLTIVAZIONE SÌ, VENDITA NO   La vendita di cannabis light (cannabis sativa L.), stante le numerose decisioni e gli innumerevoli dibattiti degli ultimi anni, costituisce ancora reato ai sensi del T.U. stupefacenti (D.P.R. 309/1990), in particolare ex articolo 73, commi 1 e 4, non rilevando la definizione della sostanza come “light” alla luce della quantità di principio attivo in essa contenuto. Così stabilisce la terza sezione penale della Suprema Corte (Cass. 14735/2020) escludendo la tesi del doppio binario (lecito/illecito) nei confronti della vendita di cannabis sativa L., elemento fondato sul limite dello 0,5% del principio attivo contenuto nella sostanza che permetterebbe di mettere in commercio prodotti rispettosi di tale […]

Mascherine e tentata frode in commercio: non è reato se il cliente è esperto

MASCHERINE E TENTATA FRODE IN COMMERCIO: NON È REATO SE IL CLIENTE È ESPERTO   Non si configura il reato di frode in commercio ex articolo 515 c.p., nella sua forma tentata, se l’acquirente è un cliente professionale esperto del settore e il prodotto è palesemente difforme alle pattuizioni: l’individuazione del reato di tentata frode in commercio, infatti, deve tener riguardo all’idoneità della condotta, univocamente diretta a realizzare l’evento del reato. Questo è quanto stabilito dalla Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 10129/2021, di fronte al caso di un’ingente quantità di mascherine importate dalla Cina e non corrispondenti al prodotto richiesto dall’acquirente. Nello specifico, la qualità delle mascherine era totalmente divergente da […]