Foto di Antonio Benedetti da Pixabay
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de Castello & C. Società tra Avvocati s.r.l.
eletto da un'indagine curata da Statista e il Sole 24 Ore
tra "GLI STUDI LEGALI DELL'ANNO 2021"
e tra "GLI STUDI LEGALI DELL'ANNO 2022"

Costituito il 28 settembre 1992 in forma di associazione fra professionisti, lo Studio de Castello è stato il primo in Italia, dopo l’entrata in vigore nel 2018 della nuova legge per il mercato e la concorrenza, a trasformare in società di capitali la precedente struttura associativa professionale. Grazie all’adozione della forma giuridica di società di capitali tra Avvocati viene garantito il massimo bilanciamento fra interessi di profitto, gestione manageriale ed impegni etici, al fine di garantire un mantenimento e una propria sostenibilità organizzativa in virtù del contemperamento fra principi di buona governance societaria, trasparenza e sostenibilità e principi di deontologia professionale.
Si occupa da sempre di contenzioso bancario e finanziario (financial litigation) e di diritto di famiglia. E’ riconosciuto come una delle più significative boutique legali presenti nel Veneto, da molti anni presente anche a Milano, per la competenza molto specializzata in finanza strutturata per le piccole e medie imprese e diritto fiscale collegato.
Dopo la sede principale di Belluno, nel corso del tempo sono state aperte le altre sedi di Treviso e di Milano, oltre a recapiti in Padova, Roma, Trieste, Udine e Verona, grazie a relazioni professionali di qualità e di lunga durata che tendono a mettere l’Avvocato al centro dell’organizzazione prima come persona che come professionista, ottimizzandone le competenze.

Assiste numerose imprese industriali e commerciali.

Cresciuto costantemente nel corso della sua storia, a de Castello la Clientela riconosce concretezza, innovazione, puntualità e sobrietà.


La cessione da Banche Venete a Intesa: la sentenza 225/2022 Corte Costituzionale e le ipotesi dell’art. 3 del D.L. 99/17 ancora dubbie

LA CESSIONE DA BANCHE VENETE A INTESA: LA SENTENZA 225/2022 CORTE COSTITUZIONALE E LE IPOTESI DELL’ART. 3 DEL D.L. 99/17 ANCORA DUBBIE Nel corso di un giudizio civile promosso per accertare la responsabilità di Intesa Sanpaolo spa, quale cessionaria da Banca Popolare di Vicenza spa, per le operazioni di acquisto di azioni in violazione degli obblighi informativi prima della cessione da Banche Venete a Intesa, il Tribunale Civile di Firenze aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale, fra gli altri, dell’art. 3 del D.L. 99/2017, con denuncia del contrasto con gli artt. 2, 3, 23, 41, 42, 45 e 47 Cost., nonché con l’art. 1 Prot. addiz. CEDU e con l’art. […]

Il danno lungo latente da emotrasfusione

IL DANNO LUNGO LATENTE DA EMOTRASFUSIONE Con la sentenza n. 25887/2022 la Corte di Cassazione ha richiamato la nozione di danno biologico con riferimento al risarcimento dei danni e, in particolare, al danno c.d. “lungo latente”, vale a dire quello manifestatosi in un momento temporale successivo rispetto al fatto illecito. In particolare, la Corte ha stabilito come il risarcimento del danno debba calcolarsi proprio dal momento in cui si manifesta la conseguenza dannosa, non potendosi parlare, sino a quel momento, di alcuna perdita ai sensi dell’art. 1223 c.c. Il caso, in particolare, vedeva il ricorrente lamentare il danno da emotrasfusione per i sintomi dell’epatite B circa vent’anni dopo una emotrasfusione […]

E’ nulla la clausola floor del mutuo

E’ NULLA LA CLAUSOLA FLOOR DEL MUTUO Il contratto di mutuo con un tasso di interesse indicizzato non richiede, per la sua validità ed efficacia, la pattuizione di una clausola floor. Il mutuo con clausola floor rappresenta una forma vessatoria di protezione della remunerazione bancaria, per riduzioni troppo marcate dell’Euribor, garantendo alla Banca un tasso minimo pari allo spread, tanto che se il parametro di riferimento del tasso (Euribor) assume valore negativo, lo stesso viene considerato pari a zero, con la conseguenza che il tasso globale, composto dal parametro di riferimento sommato allo spread concordato, non può in alcun caso essere inferiore allo spread concordato. Né detta clausola è essenziale […]

Erede ex re certa, erede pretermesso e successione a titolo di legato

EREDE EX RE CERTA, EREDE PRETERMESSO E SUCCESSIONE A TITOLO DI LEGATO La Cassazione civile n. 27955/2022 ha fatto chiarezza in merito alla natura dell’istituzione di erede ex re certa, definendo quando l’attribuzione da parte del de cuius di un determinato bene, o di un complesso di beni determinati, sia da considerarsi quale istituzione “ex re” o, al contrario, attribuzione di legato. La questione si definisce attraverso la comprensione dell’intenzione del testatore al momento in cui ha compiuto l’attribuzione, se volta ad attribuire quei beni e soltanto quelli come beni determinati e singoli, avendo quindi una successione a titolo di legato, conseguentemente alla quale il beneficiario acquista la proprietà di quei […]

NT+Diritto Intervista: Trent’anni di attività per de Castello & C. Società tra Avvocati

NT+DIRITTO INTERVISTA: TRENT’ANNI DI ATTIVITA’ PER DE CASTELLO & C. SOCIETA’ TRA AVVOCATI LEGGI IL CONTENUTO DELL’ARTICOLO PUBBLICATO IN NTPLUSDIRITTO.ILSOLE24ORE.COM

Ai fini dell’addebito nella separazione è sufficiente un solo episodio di violenza

AI FINI DELL’ADDEBITO NELLA SEPARAZIONE È SUFFICIENTE UN SOLO EPISODIO DI VIOLENZA La Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanza n. 27766/2022, è intervenuta in materia familiare, definendo un importante principio in caso di richiesta di separazione con addebito. Nello specifico viene determinato come, ai fini dell’addebito nella separazione, sia sufficiente anche un singolo episodio di violenza fisica nei confronti dell’altro coniuge, trattandosi di una violazione grave quanto inaccettabile dei doveri matrimoniali. Secondo la teoria della sentenza della Corte d’Appello ricorsa, il fatto di violenza domestica (nello specifico, il marito aveva spinto dalle scale la moglie, procurandole lesioni certificate medicalmente) non era idoneo a giustificare un addebito al marito nella separazione, non […]

Non è nullo l’atto di precetto che si limiti alla mera indicazione della somma dovuta

NON È NULLO L’ATTO DI PRECETTO CHE SI LIMITI ALLA MERA INDICAZIONE DELLA SOMMA DOVUTA L’atto di precetto notificato dal creditore che si limiti all’indicazione della somma dovuta, senza alcuna spiegazione del procedimento logico-giuridico e del calcolo matematico seguiti per determinarla, è assolutamente valido e non inficiato da nullità ai sensi dell’art. 480 c.p.c., comma II. Questo è quanto ha ricordato la Cass. n. 8096/2022 che, richiamando alcuni suoi precedenti, ha escluso che possa essere accolta eventuale opposizione ex art. 617 c.p.c. fondata sulla sola assenza dell’esplicitazione del procedimento seguito per determinare la somma dovuta sulla base del titolo esecutivo. La fattispecie verteva su di un atto di precetto indicante […]

Il tradimento all’interno del nucleo familiare consente al coniuge la revocazione della donazione

IL TRADIMENTO ALL’INTERNO DEL NUCLEO FAMILIARE CONSENTE AL CONIUGE LA REVOCAZIONE DELLA DONAZIONE La sentenza della Corte di Cassazione n. 19816/2022 ha esaminato una delle fattispecie presentate dall’art. 801 c.c., vale a dire la revocazione della donazione per ingiuria grave. Nello specifico trattavasi di una donazione tra coniugi, dove l’ingiuria consisteva nell’adulterio del marito avvenuto all’interno del nucleo familiare e dello stesso ambiente lavorativo, con la moglie del fratello della coniuge. Il caso ha permesso alla Corte di definire i limiti dell’“ingiuria grave”. Secondo la Corte, infatti, l’articolo 801 c.c. va a tutelare interessi ulteriori a quelli patrimoniali, quali la dignità e l’onore, appartenenti al patrimonio morale della persona. Un […]

Le responsabilità in ambito sciistico

Evento formativo LE RESPONSABILITA’ IN AMBITO SCIISTICO Sabato 01 Ottobre 2022 ore 9.30 Ciasa de ra Regoles – Museo “Mario Rimoldi” – Cortina d’Ampezzo (BL) VAI ALLA BROCHURE

Cambio di residenza dei figli minori deciso unilateralmente da un solo genitore. Interesse preminente dei figli. Diritto alla bigenitorialità

CAMBIO DI RESIDENZA DEI FIGLI MINORI DECISO UNILATERALMENTE DA UN SOLO GENITORE. INTERESSE PREMINENTE DEI FIGLI. DIRITTO ALLA BIGENITORIALITA’ Il principio a tutela dell’interesse preminente dei figli minori al quale s’inspira la Suprema Corte di Cassazione in materia di affidamento è quello della “bigenitorialità”, ovverossia il diritto dei minori alla garanzia della presenza comune dei genitori e della continuità delle relazioni affettive con entrambi. In base ad esso le controversie familiari vanno sempre risolte valutando e salvaguardando il preminente interesse dei figli, in quanto superiore e come tale privilegiato rispetto a quello dei genitori. In tale ottica si pone l’ordinanza della Cassazione I° sezione civile pubblicata il 06.07.2022 che si […]