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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E VIOLAZIONE MASSIVA DEL DIRITTO D’AUTORE
Negli USA è in atto una battaglia legale sull’Intelligenza Artificiale per la violazione massiva del diritto d’autore. Una nota casa produttrice di software cloud si trova, infatti, ad affrontare una class action per presunta violazione massiva del diritto d’autore, attuata copiando ed utilizzando centinaia di migliaia di libri protetti da copyright senza alcuna autorizzazione né corrispettivo. Né potrebbe invocarsi il concetto di Fair Use, principio che permette l’uso limitato e non autorizzato di opere protette, perché nel caso siamo di fronte ad un’attività illecita consistita nell’aver copiato e utilizzato centinaia di migliaia di libri protetti da copyright, ove le opere sono state interamente copiate, immagazzinate e processate, senza alcun tipo di trasformazione significativa per uno scopo esclusivo di sfruttamento commerciale e certamente né minimo né “educativo”.
L’esito di questa class action, che chiede la distruzione dei dataset e miliardi di dollari di risarcimento, influenzerà direttamente il futuro del diritto d’autore e la capacità degli autori di controllare e monetizzare il loro lavoro nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale.
In Italia una tale attività illecita è perseguibile con un’autonoma e singola azione risarcitoria in sede civile, ma anche con l’azione inibitoria e l’azione cautelare volta alla rimozione dei contenuti. La competenza sui contenziosi di diritto d’autore è attribuita alle Sezioni Specializzate in materia di Proprietà Industriale e Intellettuale presso i Tribunali e le Corti d’Appello, in base al D. Lgs. 168/2003.
Vi è però anche il “Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70” adottato dall’AGCOM con delibera 680/13/CONS del 2013, il quale è volto a disciplinare le attività dell’Autorità in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica. In particolare, è prevista una procedura di intervento ad hoc che si attiva su istanza della parte interessata, a condizione che per la medesima questione non sia già pendente un procedimento dinanzi all’Autorità giudiziaria. Precisamente l’art. 6, comma 1, del summenzionato regolamento stabilisce che “Qualora ritenga che un’opera digitale sia stata resa disponibile su una pagina internet in violazione della Legge sul diritto d’autore, un soggetto legittimato può presentare un’istanza all’Autorità, chiedendone la rimozione”.
L’AGCOM potrà ordinare tanto la rimozione selettiva delle opere illecitamente diffuse o la disabilitazione dell’accesso alle stesse, quanto la disabilitazione dell’accesso al sito ospitante nonché il reindirizzamento automatico ad un diverso sito; ancora, in caso di inottemperanza di tali ordini, potrà applicare sanzioni dandone comunicazione agli organi di polizia giudiziaria.