Author: Avv. Matteo de Castello

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Risarcimento danni per investimento animali: è responsabile la Regione

RISARCIMENTO DANNI PER INVESTIMENTO ANIMALI: È RESPONSABILE LA REGIONE   Numerose pronunce della Cassazione si sono soffermate, negli ultimi anni, sulla questione relativa alla legittimità passiva nel giudizio di risarcimento danni per incidenti con animali selvatici. Ci si chiedeva, nello specifico, chi dovesse essere ritenuto responsabile per i danni provocati dall’attraversamento stradale di un animale selvatico, se questo avesse provocato un incidente andando a collidere con un veicolo. L’orientamento che si coglie dalle ultime pronunce della Cassazione porta ad individuare la Regione come legittimata passiva del giudizio di risarcimento danni, legittimazione che le appartiene in via esclusiva. In particolare, con la legge n.968 del 1977, confermata dalla successiva l. n. […]

Responsabilità produttore per farmaco pericoloso: il bugiardino deve essere chiaro e dettagliato

RESPONSABILITÀ PRODUTTORE PER FARMACO PERICOLOSO: IL BUGIARDINO DEVE ESSERE CHIARO E DETTAGLIATO   Recentemente la Corte di Cassazione è intervenuta sul tema della responsabilità del produttore per il difetto del proprio prodotto, secondo la disciplina del Codice del Consumo (art. 114), trattando, nello specifico, la questione della responsabilità della casa produttrice di farmaci pericolosi e il ruolo del bugiardino. Nella sentenza n. 12225/2021 la Corte ha esaminato il caso di un farmaco, successivamente ritirato dal commercio, la cui somministrazione aveva dato luogo a gravi patologie muscolari. Dimostrato il nesso causale tra difetto e danno, diveniva onere del produttore dimostrare di essere esente da responsabilità, provando una delle ipotesi ex art. […]

Contratto di appalto: gli errori del progettista o del direttore dei lavori ricadono sull’impresa?

CONTRATTO DI APPALTO: GLI ERRORI DEL PROGETTISTA O DEL DIRETTORE DEI LAVORI RICADONO SULL’IMPRESA? È noto che la responsabilità per vizi e difetti, nel contratto di appalto, ricade sull’impresa appaltatrice, anche nel caso gli errori non siano direttamente imputabili alla stessa. La diligenza richiesta dalla natura della prestazione è tale per cui la difformità dell’opera per errore di un terzo – come ad esempio può essere il progettista o il direttore dei lavori – non esclude l’individuazione della responsabilità in capo alla stessa appaltatrice, che è tenuta a controllare in ogni caso elementi come la congruità, la completezza e la bontà del progetto, dello stato dell’arte e delle istruzioni impartite […]

Scioglimento del contratto d’agenzia: l’agente deve restituire il campionario

SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO D’AGENZIA: L’AGENTE DEVE RESTITUIRE IL CAMPIONARIO   Recentemente la Corte di Cassazione si è espressa sul contratto di agenzia, valutando quale obbligo gravi sull’agente circa la merce in suo possesso una volta risolto il contratto con il proponente. Nell’esecuzione del contratto di agenzia spesso succede che l’agente, al termine del contratto o contestualmente alla sua risoluzione, rimanga in possesso di determinata merce; nel caso esaminato dalla Cassazione nell’ordinanza n. 30768/2021, si trattava di calzature. La questione posta di fronte alla Corte era la seguente: una volta risolto il contratto, vige un obbligo di restituzione in capo all’agente? La risposta della Corte è positiva. La risoluzione del contratto […]

Negozio fiduciario: obblighi del fiduciario e tutela del fiduciante

NEGOZIO FIDUCIARIO: OBBLIGHI DEL FIDUCIARIO E TUTELA DEL FIDUCIANTE   Il fenomeno del negozio fiduciario, recentemente tema di un’interessante ordinanza del Tribunale di Torino, consiste, secondo la più recente definizione data dalla Corte di Cassazione, in una operazione negoziale che consente ad una parte, detta fiduciante, di far amministrare o gestire per particolari finalità un bene ad un’altra parte, detta fiduciario, trasferendo direttamente al fiduciario la proprietà del bene o fornendogli i mezzi per l’acquisto in nome proprio da un terzo. Chiave dell’istituto in esame è il vincolo che si costituisce tra fiduciante e fiduciario: quest’ultimo, infatti, deve rispettare tutti gli obblighi volti a soddisfare le esigenze del fiduciante e […]

Rinnovazione di CTU, tra economia processuale e diritto alla difesa

RINNOVAZIONE DI CTU, TRA ECONOMIA PROCESSUALE E DIRITTO ALLA DIFESA   Tra i diritti di cui dispongono le parti all’interno del processo civile rientra la richiesta di rinnovazione della CTU, da formulare, pena l’inammissibilità della riproposizione anche nei successivi gradi di giudizio, entro l’udienza di precisazione delle conclusioni del giudizio di primo grado. La richiesta, una volta presentata, dovrà essere valutata dal giudice, che avrà il potere discrezionale di decidere il rinnovo della consulenza o meno, non sussistendo alcun obbligo. Proprio in merito a quest’ultimo punto è bene fare chiarezza, sfruttando le recenti pronunce della Corte di Cassazione. Non sussistendo obbligo in capo al giudice circa la rinnovazione della consulenza, […]

Il prospective overrulling: una tutela contro gli effetti processuali pregiudizievoli

IL PROSPECTIVE OVERRULLING: UNA TUTELA CONTRO GLI EFFETTI PROCESSUALI PREGIUDIZIEVOLI Recentemente la Corte Suprema è tornata a dibattere l’istituto del prospective overrulling, dando un’interpretazione coerente con quella che è la recente giurisprudenza di legittimità in materia e sottolineando come tale istituto sia invocabile soltanto per mettersi al riparo da effetti processuali negativi. Per quanto riguarda la singola fattispecie dell’overrulling, trattasi di un mutamento improvviso di un orientamento giurisprudenziale. La caratteristica principale del fenomeno è proprio quella dell’immediatezza e della repentinità, elementi che rendono il mutamento giurisprudenziale imprevisto e imprevedibile. Il rischio, in questo caso, è che determinati atti processuali sorti in un contesto giurisprudenziale diverso risultino pregiudicati dal cambiamento imprevedibile […]

Luci e vedute: il criterio distintivo secondo la Cassazione

LUCI E VEDUTE: IL CRITERIO DISTINTIVO SECONDO LA CASSAZIONE Le aperture sul fondo del vicino, vale a dire le “luci” e le “vedute”, istituti disciplinati dall’art. 900 c.c., assumono particolare rilevanza nei rapporti col vicinato. Le differenze tra le due aperture sono le seguenti: le “luci” sono aperture che consentono il passaggio di luce ed aria, ma non permettono di affacciarsi sul fondo altrui; le “vedute” sono finestre che consentono di affacciarsi e guardare di fronte, di lato e in obliquo. Se ne ricava, quindi, come la differenza principale consista nella possibilità di guardare o meno sul fondo del vicino. Luci e vedute rilevano specialmente per quanto riguarda i rimedi […]

Danno iatrogeno: la Cassazione delinea i presupposti e i criteri di quantificazione

DANNO IATROGENO: LA CASSAZIONE DELINEA I PRESUPPOSTI E I CRITERI DI QUANTIFICAZIONE   Recentemente la Corte di Cassazione è tornata sul danno iatrogeno, istituto di non lontana individuazione giurisprudenziale che ha innovato il sistema risarcitorio del danno non patrimoniale. Il danno iatrogeno rappresenta, nello specifico, un ramo del danno biologico, definibile come danno disfunzionale inserito in una situazione in parte già compromessa da una patologia pregressa. Proprio rispetto alla pregressa patologia si individua l’incremento differenziale del pregiudizio. Ricade, tale disciplina, nell’ambito della responsabilità medica e sanitaria: il pregiudizio subito si riferisce infatti all’aggravarsi della posizione a seguito dell’intervento sanitario che abbia il fine di curare quella determinata patologia e l’errore […]

Patto di non concorrenza tra datore di lavoro e dipendente: il compenso è sempre dovuto

PATTO DI NON CONCORRENZA TRA DATORE DI LAVORO E DIPENDENTE: IL COMPENSO È SEMPRE DOVUTO   Recentemente la Corte di Cassazione ha affrontato il tema del patto di non concorrenza stipulato tra datore di lavoro e dipendente, attraverso un’ordinanza che ha precisato come il compenso, una volta stipulato il patto, sia sempre dovuto. In merito alla disciplina del patto di non concorrenza con i dipendenti, la clausola inserita nel contratto di lavoro, solitamente stipulata all’assunzione, determina l’impossibilità in capo al lavoratore di esercitare mansioni simili o uguali a quelle per un determinato periodo di tempo, naturalmente dietro a un commisurato compenso. La ratio della disciplina, in tal senso, è la […]