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Il difetto di legittimazione passiva del socio accomandante nei confronti di un titolo formatosi giudizialmente nei confronti della società

IL DIFETTO DI LEGITTIMAZIONE PASSIVA DEL SOCIO ACCOMANDANTE NEI CONFRONTI DI UN TITOLO FORMATOSI GIUDIZIALMENTE NEI CONFRONTI DELLA SOCIETA’

La questione giuridica portata in esame dalla sentenza, oggi in commento, riguarda il titolo formatosi giudizialmente nei confronti di una società di persone ed azionato nei confronti dell’accomandante, verso il quale il titolo formatosi non aveva efficacia e la relativa pretesa di pagamento.

IN FATTO

La società creditrice aveva notificato il titolo ed il precetto anche al socio accomandante, intimando a tutti il pagamento delle somme portate in sentenza; tuttavia il precetto era da considerarsi nullo e/o inefficace, in quanto il titolo azionato spiega efficacia solo ed esclusivamente nei confronti delle parti obbligate in virtù della presenza processuale e di quanto disposto in sentenza dal Giudice: una pronuncia spiega i propri effetti solo ed esclusivamente nei confronti dei soggetti di un giudizio, senza che possa esserci traslazione della responsabilità e titolarità nei confronti di altri soggetti non vocati in giudizio.

Nel caso che ci occupa, i soggetti effettivamente obbligati sono soltanto la Società ICS s.a.s. ed il signor Mevio, in quanto il disposto è stato correttamente pronunciato esclusivamente nei loro confronti: pertanto non vi è opposizione al Titolo (sentenza) in quanto tale, ma l’opposizione – così come formulata ex art. 617 c.p.c, – è da riferirsi essenzialmente all’efficacia del titolo, nonché all’errata notifica dello stesso unitamente all’atto di precetto, nei confronti del socio accomandante.

La Sentenza in commento – emessa dal Tribunale di Taranto n. 1348/2019, nella persona del Giudice Dott. Macchitella – scaturisce dall’opposizione del socio accomandante nei confronti della società creditrice, che aveva notificato un atto di precetto in virtù di un titolo emesso solo nei confronti della Società e nei confronti del socio accomandatario-

Il Tribunale di Taranto ha accolto il ricorso poichè è stato accertato il difetto di legittimazione passiva del socio accomandante riguardo il decisum contenuto nel titolo azionato, integrandosi, quindi, una opposizione all’esecuzione.

La Suprema Corte di Cassazione (n. 7047/1998) già aveva disposto che: Le irregolarità della notifica del titolo esecutivo incidono sulla regolarità del precetto (art. 479 c.p.c.) e, pertanto, possono farsi valere con l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cpc”. Avverso la notifica errata si propone l’opposizione ex art. 617 cpc, in quanto la notifica errata/omessa del titolo esecutivo è da intendersi quale irregolarità formale.

La sentenza del Tribunale di Taranto esplicita il seguente principio: “la ragione dell’opposizione formulata appare fondata, in quanto l’art. 2313 c.c. stabilisce, invero, che la responsabilità del socio accomandante, in società di accomandita semplice, per quel che concerne i debiti della società, è limitata al valore della quota sociale sottoscritta; tanto comporta che i soci accomandanti posso essere tenuti a far fronte quei debiti solo nei limiti di quanto abbiano sottoscritto del capitale sociale e, per tanto, sono obbligati solo nei confronti della società. E’ dunque la società – e per essa gli organi che la rappresentano – che può richiamare i soci accomandanti al versamento della quota sottoscritta del capitale sociale, ferma in ogni caso la possibilità per i creditori sociali di surrogarsi agli organi societari (nella maggior parte dei casi identificabili con i soci accomandatari) qualora questi non agiscano nei confronti dei soci accomandanti.” Tale principio è confermato dalla univoca giurisprudenza espressa dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6017/2015.

Quindi, la sentenza in commento chiarisce – anche in ossequio a quanto affermato dalla giurisprudenza di legittimità, ancorchè in tempi diversi – alcune linee guida in tema di opposizione e qualificazione dell’atto: 1) il creditore sociale dovrà prima aggredire il patrimonio sociale e quello dei soci accomandatari e, solo successivamente – qualora non fosse soddisfatto ovvero fosse soddisfatto parzialmente – potrà intimare ai soci accomandanti, limitatamente al loro quota conferita, il pagamento del debito sociale. 2) L’opposizione ex art. 617 c.p.c 1° comma, che può essere proposta qualora vi sia un’irregolarità formale del precetto, potrà essere proposta anche avverso il titolo esecutivo, ma solo nel caso in cui il titolo in questione – emesso nei confronti di soggetti diversi dal socio accomandante, cioè della società e/o del socio accomandatario – non sia stato notificato e messo in esecuzione contro i predetti soggetti in via preventiva ed il soddisfacimento sia stato parziale e/o inesistente.

Rocco Suma

Avvocato del Foro di Taranto

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