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Danno iatrogeno: la Cassazione delinea i presupposti e i criteri di quantificazione

DANNO IATROGENO: LA CASSAZIONE DELINEA I PRESUPPOSTI E I CRITERI DI QUANTIFICAZIONE   Recentemente la Corte di Cassazione è tornata sul danno iatrogeno, istituto di non lontana individuazione giurisprudenziale che ha innovato il sistema risarcitorio del danno non patrimoniale. Il danno iatrogeno rappresenta, nello specifico, un ramo del danno biologico, definibile come danno disfunzionale inserito in una situazione in parte già compromessa da una patologia pregressa. Proprio rispetto alla pregressa patologia si individua l’incremento differenziale del pregiudizio. Ricade, tale disciplina, nell’ambito della responsabilità medica e sanitaria: il pregiudizio subito si riferisce infatti all’aggravarsi della posizione a seguito dell’intervento sanitario che abbia il fine di curare quella determinata patologia e l’errore […]

Cram Down e accordi di ristrutturazione debiti

CRAM DOWN E ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEBITI   Una recente pronuncia del Tribunale di Milano, Sezione Fallimentare, ha fatto luce sulla questione del cram down relativa all’accordo di ristrutturazione del debito, assumendo a riguardo una decisa posizione. L’istituto del cram down, in particolare, si riferisce alla possibilità per i tribunali di omologare comunque la proposta di accordo di ristrutturazione debiti presentata dall’imprenditore, nei casi in cui manchi l’adesione degli enti fiscali e previdenziali, quali Fisco e Inps. La più recente normativa a riguardo, introdotta nel periodo dell’emergenza Covid-19 attraverso il d.l. 125 del 7 ottobre 2020 (convertito in seguito dalla legge 159/2020), sancisce come, in considerazione della situazione di crisi […]

Concessione abusiva del credito: le ultime della Cassazione

CONCESSIONE ABUSIVA DEL CREDITO: LE ULTIME DELLA CASSAZIONE   Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 18610 del 30 giugno 2021, ha definito in maniera chiara la disciplina della concessione abusiva del credito, concentrandosi prevalentemente sulla responsabilità del finanziatore e sulla legittimazione ad agire del curatore fallimentare. Definendo il ricorso abusivo al credito secondo il dettato dell’art. 218 l. fall. (art. 325 del nuovo codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza), vale a dire come il ricorso al credito da parte di una società «dissimulando il dissesto o lo stato di insolvenza», la Cass. individua lo speculare comportamento del soggetto finanziatore, vale a dire colui che conceda o continui […]

Tasso soglia usura del mutuo SAL

Parere TASSO SOGLIA USURA DEL MUTUO SAL Vi è incertezza se il mutuo ipotecario SAL (Stato Avanzamento Lavori), nell’individuazione del tasso soglia ai fini della normativa antiusura, debba ricondursi nella categoria dei “Mutui con garanzia ipotecaria” o in quella residuale denominata “Altri finanziamenti”, di cui al decreto trimestrale di rilevazione del tasso soglia usurario. Una prima tesi ritiene che i mutui SAL debbano essere ricondotti nel perimetro degli “Altri finanziamenti”, con più elevato tasso soglia previsto da tale categoria, a causa del maggior rischio assunto dall’intermediario, che concede un prestito fino ad una determinata concorrenza ed eroga la prima tranches del finanziamento concesso quando il progetto di costruzione edilizia non è […]

Contratto di mutuo fondiario: è nullo se in deroga al limite di finanziabilità

CONTRATTO DI MUTUO FONDIARIO: È NULLO SE IN DEROGA AL LIMITE DI FINANZIABILITÀ   La Corte di Cassazione si è recentemente espressa in merito alla questione relativa al limite di finanziabilità del mutuo fondiario e alla possibilità di derogare il limite dell’80% stabilito dal combinato disposto dell’art. 38, comma 2° del Testo Unico Bancario e dell’art. 1 delibera CICR del 22 aprile 1995 in rapporto al valore dei beni ipotecati o al costo delle opere da eseguire sugli stessi. Nello specifico, la questione riguardava il vizio da attribuire al contratto di mutuo fondiario in caso di superamento di detto limite. Attraverso ordinanza (Cass. n. 16776/2021 del 14/06/2021), la Corte Suprema […]

Le Sezioni Unite intervengono sulla validità di una deliberazione condominiale

LE SEZIONI UNITE INTERVENGONO SULLA VALIDITÀ DI UNA DELIBERAZIONE CONDOMINIALE   Con sentenza n. 9839/2021 le Sezioni Unite sono intervenute su temi di particolare importanza relativi alle delibere condominiali e alla validità di queste ultime, andando inoltre a stabilire quando si possa parlare di nullità e quando di annullabilità di una delibera condominiale. Tra le numerose questioni affrontate, due hanno particolare risalto: può essere fatta valere l’invalidità della delibera condominiale in sede di opposizione a decreto ingiuntivo? Quale regime di invalidità si applica alle deliberazioni che applicano criteri di riparto spese diversi da quelli previsti dalla legge? In merito al primo quesito, le Sezioni Unite hanno aderito all’orientamento giurisprudenziale più […]

La delibera sostitutiva assembleare di una precedente delibera già impugnata: nuova lettura dell’art. 2377 8° comma c.c.

Parere LA DELIBERA SOSTITUTIVA ASSEMBLEARE DI UNA PRECEDENTE DELIBERA GIÀ IMPUGNATA: NUOVA LETTURA DELL’ART. 2377 8° COMMA C.C. La deliberazione adottata in sostituzione di una precedente impugnata comporta il venir meno del giudizio di impugnazione per carenza di interesse ad agire. La questione riguarda se al giudice della impugnazione spetti o meno il potere di sindacare ancora la delibera impugnata se sostituita nelle more del giudizio e se il potere di sindacato di estenda anche alla nuova delibera sostitutiva e coinvolge l’esatta interpretazione il dettato normativo di cui all’art. 2377 comma ottavo, ai sensi del quale “l’annullamento della deliberazione non può aver luogo se la deliberazione impugnata è sostituita con […]

Fallimento e riassunzione, le Sezioni Unite intervengono sul tema del dies a quo

FALLIMENTO E RIASSUNZIONE, LE SEZIONI UNITE INTERVENGONO SUL TEMA DEL DIES A QUO   Recentemente la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito un importante principio in tema di fallimento, interruzione e dies a quo dal quale calcolare il termine per riassumere la causa. Trattavasi di una questione particolarmente importante di diritto processuale, relativa al termine – in capo alla parte non colpita dall’evento interruttivo – per poter riassumere la causa precedentemente interrotta conseguentemente alla dichiarazione di fallimento, così come stabilito dall’articolo 43, comma terzo, della legge fallimentare. Rispettando il disposto dell’articolo 305 c.p.c., infatti, il termine stabilito per la riassunzione della causa è di tre mesi (termine perentorio), […]

Il collar swap non aveva funzione di copertura per l’acquirente? Il contratto è nullo

Parere IL COLLAR SWAP NON AVEVA FUNZIONE DI COPERTURA PER L’ACQUIRENTE? IL CONTRATTO È NULLO La Corte d’Appello di Milano, con la sentenza 28 settembre 2020, ha sancito la nullità ai sensi dell’art. 1418 c.c. di un contratto di swap stipulato da una banca ad un Ente Pubblico in quanto da un’attenta analisi finanziaria dell’operazione finanziaria eseguita era emerso che quel tipo di swap (collar swap) non poteva essere acquistato dall’Ente pubblico alle condizioni proposte ed eseguite dalla banca. La struttura di un derivato collar swap comporta la cessione da parte della banca al cliente di una opzione cap a fronte della cessione di una opzione floor. Pertanto per qualificare […]

Separazione coniugale giudiziale – Impossibile modificare con accordo tra le parti la modalità di versamento dell’assegno di mantenimento del figlio stabilita in sentenza

SEPARAZIONE CONIUGALE GIUDIZIALE – IMPOSSIBILE MODIFICARE CON ACCORDO TRA LE PARTI LA MODALITA’ DI VERSAMENTO DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO DEL FIGLIO STABILITA IN SENTENZA Quando la sentenza di separazione giudiziale coniugale stabilisce che l’assegno di mantenimento del figlio venga corrisposto alla madre, il padre obbligato non può di sua iniziativa modificare tale statuizione, nemmeno se c’è un accordo con gli aventi diritto. Con l’ordinanza n.9700 del 13.04.2021 la Corte di Cassazione ha chiarito il principio dettato dall’art. 337 septies comma primo cod. civ. e cioè che il genitore obbligato può eseguire il pagamento dell’assegno di mantenimento direttamente al figlio soltanto se sussiste un provvedimento giurisdizionale che lo dispone e non può […]