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Ancora sulla clausola rischio cambio contenuta nei contratti di leasing

ANCORA SULLA CLAUSOLA RISCHIO CAMBIO CONTENUTA NEI CONTRATTI DI LEASING

Il Tribunale di Udine interviene ancora sulla questione della clausola rischio cambio contenuta in un contratto di leasing immobiliare, confermando che detta clausola integra un derivato altamente speculativo e che, conseguentemente, deve essere condannato al risarcimento del danno l’intermediario che non ha trattato la clausola come tale.

La sentenza si distingue per due aspetti. Il primo poiché ritiene ormai fatto notorio che la clausola rischio cambio contenuta in un contratto di leasing immobiliare sia riconducibile al modello di un quantity-adjusting option. Il secondo perché ritiene tale fatto assorbente di qualunque altro vizio, anche di nullità, che possa colpire la clausola.

Il concetto che esprime la sentenza è semplice: è fatto notorio che la clausola rischio cambio, inserita in un contratto di leasing immobiliare, integra un derivato altamente speculativo e deve essere pattuita nel rispetto delle disposizioni del T.U.F., soprattutto in tema di obbligo di informativa. Se però l’intermediario non ha trattato la materia alla stregua della normativa dettata dal T.U.F., la violazione di detta normativa è in re ipsa e ciò comporta inevitabilmente il diritto del cliente al risarcimento del danno, quantificato nell’importo di fattura che si riferisce al rischio cambio.

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