“Emergenza Coronavirus COVID-2019

In seguito agli sviluppi relativi all’emergenza Coronavirus presente nel territorio italiano e alle disposizioni delle Pubbliche Autorità, Vi comunichiamo che: La società de Castello & C. Società tra Avvocati è pienamente operativa in modalità home working in tutte le proprie sedi. I team di professionisti e di staff svolgono regolarmente le proprie attività. L’assistenza prestata non riscontra interruzioni, compatibilmente con le limitazioni imposte dalle Pubbliche Autorità.”

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Foto di Antonio Benedetti da Pixabay

Foto di Antonio Benedetti da Pixabay

Da 30 anni una delle realta’ professionali piu’ significative del mercato legale veneto

Fondato nel 1989 lo Studio de Castello è stato il primo in Italia, dopo l’entrata in vigore nel 2018 della nuova legge per il mercato e la concorrenza, a trasformare in società di capitali la precedente struttura associativa professionale. Grazie all’adozione della forma giuridica di società di capitali tra Avvocati viene garantito il massimo bilanciamento fra interessi di profitto, gestione manageriale ed impegni etici, al fine di garantire un mantenimento e una propria sostenibilità organizzativa in virtù del contemperamento fra principi di buona governance societaria, trasparenza e sostenibilità e principi di deontologia professionale.
Si occupa da sempre di contenzioso bancario e finanziario (financial litigation) e di diritto di famiglia. E’ riconosciuto come una delle più significative boutique legali presenti nel Veneto, da molti anni presente anche a Milano, per la competenza molto specializzata in finanza strutturata per le piccole e medie imprese e diritto fiscale collegato.
Dopo la sede principale di Belluno, nel corso del tempo sono state aperte le altre sedi di Treviso e di Milano, oltre a recapiti in Padova, Roma, Trieste, Udine e Verona, grazie a relazioni professionali di qualità e di lunga durata che tendono a mettere l’Avvocato al centro dell’organizzazione prima come persona che come professionista, ottimizzandone le competenze.

Assiste numerose imprese industriali e commerciali.

Cresciuto costantemente nel corso della sua storia, a de Castello la Clientela riconosce concretezza, innovazione, puntualità e sobrietà.


Le Sezioni Unite intervengono sulla validità di una deliberazione condominiale

LE SEZIONI UNITE INTERVENGONO SULLA VALIDITÀ DI UNA DELIBERAZIONE CONDOMINIALE   Con sentenza n. 9839/2021 le Sezioni Unite sono intervenute su temi di particolare importanza relativi alle delibere condominiali e alla validità di queste ultime, andando inoltre a stabilire quando si possa parlare di nullità e quando di annullabilità di una delibera condominiale. Tra le numerose questioni affrontate, due hanno particolare risalto: può essere fatta valere l’invalidità della delibera condominiale in sede di opposizione a decreto ingiuntivo? Quale regime di invalidità si applica alle deliberazioni che applicano criteri di riparto spese diversi da quelli previsti dalla legge? In merito al primo quesito, le Sezioni Unite hanno aderito all’orientamento giurisprudenziale più […]

Contratti del consumatore: gli interessi moratori si presumono vessatori

CONTRATTI DEL CONSUMATORE: GLI INTERESSI MORATORI SI PRESUMONO VESSATORI   Il Tribunale di Treviso, tramite ordinanza, ha richiamato un’importante e recente pronuncia delle Sezioni Unite (Cass. N. 19597/2020), la quale si esprimeva sulla natura di alcune clausole contenute nei contratti conclusi con un consumatore. La questione, nello specifico, rivolgeva l’attenzione sulla somma pretesa dalla creditrice a titolo di interessi moratori. Il Tribunale di Treviso, specificando come la clausola relativa agli interessi moratori da pretendere in caso di inadempimento debba essere trattata alla stregua di una penale ex art. 1384 c.c. e quindi suscettibile di una riduzione secondo equità da parte dell’autorità giudiziale, ha considerato come tale clausola rientri nella definizione […]

La delibera sostitutiva assembleare di una precedente delibera già impugnata: nuova lettura dell’art. 2377 8° comma c.c.

Parere LA DELIBERA SOSTITUTIVA ASSEMBLEARE DI UNA PRECEDENTE DELIBERA GIÀ IMPUGNATA: NUOVA LETTURA DELL’ART. 2377 8° COMMA C.C. La deliberazione adottata in sostituzione di una precedente impugnata comporta il venir meno del giudizio di impugnazione per carenza di interesse ad agire. La questione riguarda se al giudice della impugnazione spetti o meno il potere di sindacare ancora la delibera impugnata se sostituita nelle more del giudizio e se il potere di sindacato di estenda anche alla nuova delibera sostitutiva e coinvolge l’esatta interpretazione il dettato normativo di cui all’art. 2377 comma ottavo, ai sensi del quale “l’annullamento della deliberazione non può aver luogo se la deliberazione impugnata è sostituita con […]

Perdita parentale e quantificazione danno: la Cassazione privilegia la tabella di Roma

PERDITA PARENTALE E QUANTIFICAZIONE DANNO: LA CASSAZIONE PRIVILEGIA LA TABELLA DI ROMA   Una recente pronuncia della Suprema Corte (Cass. Civ. Sez. III n.10579/2021) si è espressa a riguardo del criterio di quantificazione del danno da liquidare in caso di perdita parentale. La questione, quindi, attiene al caso in cui un prossimo congiunto subisca una perdita e richieda la quantificazione del danno subito, definito dalla stessa Cassazione in passato come «una condizione di vuoto esistenziale da parte dei familiari, determinato dal fatto di non poter più godere della sua presenza e di non poter più sperimentare tutte quelle relazioni fatte di affettività, condivisione, solidarietà che caratterizzano un sistema di vita […]

Fallimento e riassunzione, le Sezioni Unite intervengono sul tema del dies a quo

FALLIMENTO E RIASSUNZIONE, LE SEZIONI UNITE INTERVENGONO SUL TEMA DEL DIES A QUO   Recentemente la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito un importante principio in tema di fallimento, interruzione e dies a quo dal quale calcolare il termine per riassumere la causa. Trattavasi di una questione particolarmente importante di diritto processuale, relativa al termine – in capo alla parte non colpita dall’evento interruttivo – per poter riassumere la causa precedentemente interrotta conseguentemente alla dichiarazione di fallimento, così come stabilito dall’articolo 43, comma terzo, della legge fallimentare. Rispettando il disposto dell’articolo 305 c.p.c., infatti, il termine stabilito per la riassunzione della causa è di tre mesi (termine perentorio), […]

Il collar swap non aveva funzione di copertura per l’acquirente? Il contratto è nullo

Parere IL COLLAR SWAP NON AVEVA FUNZIONE DI COPERTURA PER L’ACQUIRENTE? IL CONTRATTO È NULLO La Corte d’Appello di Milano, con la sentenza 28 settembre 2020, ha sancito la nullità ai sensi dell’art. 1418 c.c. di un contratto di swap stipulato da una banca ad un Ente Pubblico in quanto da un’attenta analisi finanziaria dell’operazione finanziaria eseguita era emerso che quel tipo di swap (collar swap) non poteva essere acquistato dall’Ente pubblico alle condizioni proposte ed eseguite dalla banca. La struttura di un derivato collar swap comporta la cessione da parte della banca al cliente di una opzione cap a fronte della cessione di una opzione floor. Pertanto per qualificare […]

Messaggi whatsapp: che valore assumono in giudizio?

MESSAGGI WHATSAPP: CHE VALORE ASSUMONO IN GIUDIZIO?   Una recente decisione della Sezione V penale della Cassazione (n.839/2021), relativa ad un ricorso in tema di atti persecutori, ha sollevato una interessante questione relativa alla natura probatoria dei messaggi whatsapp. Secondo la Corte Suprema, in tema di mezzi di prova nel procedimento penale i messaggi whatsapp, così come i messaggi SMS, conservati nella memoria del telefono cellulare assumono natura probatoria di documenti ai sensi dell’articolo 234 c.p.p.; ne consegue, per cui, che legittima è la loro acquisizione mediante mera riproduzione fotografica. La chat della famosa applicazione messaggistica infatti viene considerata alla stregua di una normale prova documentale, vale a dire un […]

Cambia la destinazione del terreno sottoposto a servitù coattiva? Hai diritto a maggior indennizzo

CAMBIA LA DESTINAZIONE DEL TERRENO SOTTOPOSTO A SERVITÙ COATTIVA? HAI DIRITTO A MAGGIOR INDENNIZZO   Una recente pronuncia della Cassazione (Sez. III, 4839/2021) ha sollevato un’interessante questione relativa al cambiamento della destinazione di un fondo sottoposto a servitù coattiva; in particolare, la questione verteva su un fondo la cui natura era divenuta da meramente agricola ad intermedia tra agricola ed edificatoria, con la possibilità, quindi, di costruire parcheggi, depositi, chioschi, ecc.. Il problema che ci si pone, quindi, è il seguente: se un fondo già sottoposto a servitù coattiva (nel caso di specie, un elettrodotto) muta la sua destinazione agricola, quale tutela indennitaria e/o risarcitoria ha il proprietario? Richiamando la […]

Facebook ti cancella il profilo? Hai diritto al risarcimento danni

FACEBOOK TI CANCELLA IL PROFILO? HAI DIRITTO AL RISARCIMENTO DANNI   Il profilo social, oggi, non è solo un archivio di dati ed informazioni personali, ma un vero e proprio rapporto contrattuale tra l’utente e il prestatore del servizio; l’immotivato recesso, dunque, è fonte di risarcimento del danno. Il Tribunale di Bologna, in data 10 marzo 2021, ha infatti definito come un profilo o una pagina social, in particolare Facebook, rappresenta nell’attualità un elemento rilevantissimo per la vita di relazione dei suoi utenti, non essendo solo «una occasione ludica o di intrattenimento ma altresì un luogo, seppur virtuale, di proiezione della propria identità, di intessitura di rapporti personali, di espressione […]

Contratto preliminare: non serve la forma scritta per la proroga del termine di stipula del definitivo

CONTRATTO PRELIMINARE: NON SERVE LA FORMA SCRITTA PER LA PROROGA DEL TERMINE DI STIPULA DEL DEFINITIVO   È nota la questione se la proroga e/o la modifica del termine fissato nel preliminare per la stipula del contratto definitivo richieda o meno la forma scritta. La Cassazione, con la sentenza 8765 del 30 marzo 2021, ha aderito alla tesi secondo la quale nel preliminare gli accordi tra le parti per la proroga e/o modifica del termine previsto per la stipula del definitivo non richiedono la forma scritta. Secondo la Corte, la forma scritta richiesta per il contratto definitivo si riferisce, infatti, soltanto agli elementi essenziali; ne discende, quindi, che il contratto […]